Le Marche: una terra al plurale.
Le Marche sono un territorio al plurale poiché molte sono le sue ricchezze naturali, paesaggistiche, culturali e storiche.
In ogni sua parte si può fare esperienza dei numerosi aspetti che la caratterizzano, pur cercando di descrivere tutto ciò che qui si può trovare ci sarà sempre un pezzo mancante ed è il racconto del viaggiatore che si lascia incantare dal territorio marchigiano e dalla sua gente.
Perché viaggiare per le Marche è comunque un’esperienza individuale che muove da un moto dell’anima alla ricerca di cose differenti, genuine che restituiscano la realtà dell’incontro con se stessi, con l’altro e con l’ambiente.
Città d'Arte
Scrigni preziosi del patrimonio culturale diffuso sono le numerose città d’arte.
Nella provincia di Pesaro-Urbino, dirigendosi dalla costa verso l’interno, si incontrano centri che richiamano ancora oggi i fasti rinascimentali legati alla presenza nel territorio di alcune tra le Signorie più importanti d’Italia: i
Malatesta, originari di Pennabilli, i Montefeltro, originari di San Leo e i
Della Rovere.
PESARO, la Pisaurum dei Romani, già abitata dai Piceni (Età del Ferro, XII sec. a.C.), fu sede di diverse signorie tra le quali quella dei Della Rovere fino al 1631, anno della devoluzione dell’intero Ducato allo Stato Pontificio. In città si possono visitare il
Palazzo Ducale (XV sec.), la Rocca Costanza (XIV sec.), importante esempio di architettura militare del
Laurana, il Piazzale della Libertà dove il delizioso
Villino Ruggeri, in Stile Liberty, si affaccia sul mare e sulla fontana con la famosa
Palla di Arnaldo Pomodoro. Assolutamente da non perdere il Museo delle Ceramiche con la sua preziosa collezione storica, che è ospitato nei Musei Civici insieme alla Pinacoteca nella quale è custodita la Pala di Pesaro, capolavoro di
Giovanni Bellini. Degni di essere visitati, e non troppo distanti dalla città (4 km), sono anche la Villa Imperiale (XV-XVI), col suo splendido parco, e i borghi-fortezza di
Candelara e Novilara con la vicina necropoli (VIII-VI a.C.). Importanti appuntamenti dell’estate pesarese sono anche il Rossini Opera Festival (agosto-settembre) e il Pesaro Film Festival.
URBINO invece è nota e importante sede universitaria che ha origini antichissime: fondata dai Romani (Urbinum Metaurense) e dominata in seguito dai Bizantini e dai Longobardi, fu Capitale del Ducato dei Montefeltro ed ebbe il suo momento di gloria sotto la guida di Federico da Montefeltro (1422-1482). Il bel centro storico, tutto costruito in mattoni cotti, è racchiuso tra mura bastionate.
Il Palazzo Ducale (un capolavoro dell’arte rinascimentale dichiarato “patrimonio dell’ umanità” dall’UNESCO) è l’ emblema della città. Al suo interno, da non perdere, la Galleria Nazionale delle Marche che custodisce dipinti dei più grandi maestri del
Rinascimento (Raffaello, Paolo Uccello, Tiziano, Piero della Francesca). Il Palazzo si raccorda idealmente agli altri edifici nati su iniziativa ducale, come il mausoleo dei Duchi di S. Bernardino e il Convento di S. Chiara, ideati e, nel caso della reggia di Federico, ultimati da
Francesco di Giorgio Martini. Su indicazione del Duca l’artista senese provvide anche a sistemare il Palazzo Ducale di
URBANIA (l’antica Casteldurante delle maioliche), pensò la struttura originaria del
Parco Ducale, residenza di caccia dei duchi, e impresse il suo genio nel Palazzo della Ragione, oggi sede del Municipio Durantino.
Francesco di Giorgio Martini costellò inoltre il Ducato di fiabesche rocche di ordine difensivo, scrigni intatti di fatti e memorie storiche: San Leo, il forte dove fu tenuto prigioniero e morì il Conte Cagliostro (“il più bello e il più grande arnese di guerra della regione”, secondo Pietro Bembo), che si erge imponente sulla sommità della rupe a 639 m s.l.m. e dalla quale derivò il nome Montefeltro (l’antico Mons Feretris o Feretrius);Mondavio, la poderosa rocca racchiusa da un’antica cinta muraria; Cagli, la possente rocca di cui resta solo il maestoso torrione ellissoidale;
Sassocorvaro, la rocca ubaldinesca. A poca distanza dalle numerose fortezze martiniane si erge il grandioso
CASTELLO DI GRADARA una roccaforte che si erge in posizione dominante, a confine tra Marche e Romagna. La costruzione del fortilizio iniziò nel XII secolo, ma esso fu nel tempo ingrandito ed abbellito dai signori della zona: Malatesta, Sforza e Della Rovere. Mirabile esempio di architettura militare del XIV secolo, il castello è interamente visitabile: le mura, l’armeria, la sala delle torture, la cappella (con un’opera di Della Robbia) e tutte le sale (con mobili originali del ‘400 e ‘500). Proprio la Rocca fu teatro della triste passione di Paolo e Francesca eternata da Dante nel V Canto dell’Inferno. Un’altra testimonianza della potenza della famiglia dei Malatesta è il Palazzo omonimo, situato nella centrale Piazza XX Settembre di
FANO, dove abitarono fino al 1463. Anche
SENIGALLIA, oggi in provincia di Ancona, un tempo faceva parte del Ducato urbinate, come testimonia la maestosa
rocca roveresca al cui interno è possibile visitare una torre di avvistamento romana.
A poca distanza troviamo ANCONA la cui fondazione (che ha origini dell’ Età del Bronzo) risale al IV sec. a.C. ad opera di greci siracusani.
L’Arco di Traiano (100 – 105 d.C.), all’ imbocco del porto, è imponente testimonianza della sua grandezza sotto Roma. La città conserva molti monumenti importanti come il
duomo di S. Ciriaco e la Mole Vanvitelliana (1731) costruita a scopo difensivo e sanitario ed ora sede di mostre. Da visitare anche la Pinacoteca, che custodisce opere di Crivelli, Guercino. Lorenzo Lotto, Cassinari, Trubbiani ed il Museo Archeologico Nazionale delle Marche.
Non distante da Ancona troviamo LORETO, famosa nel mondo come
Città Santa, è il più grande Santuario Mariano d’Italia: la leggenda racconta che la
Santa Casa (dove visse Gesù a Nazareth) fu miracolosamente trasportata qui dagli angeli e deposta su un colle verdeggiante di lauri, da cui il nome di Loreto. Oggi la suggestiva città, cinta da mura cinquecentesche, è una delle maggiori mete di pellegrinaggio del mondo dopo Lourdes. La cupola della Santa Casa fu realizzata da Vanvitelli. La produzione artigianale del luogo è varia e preziosa.
A qualche chilometro sorge RECANATI, legata indissolubilmente a
Giacomo Leopardi, uno dei maggiori poeti italiani, che l’ha resa famosa con i suoi versi, offrendo il percorso con cui scoprire la città. Nel settecentesco
Palazzo Leopardi si possono ammirare i suoi oggetti, manoscritti, l’antica biblioteca e da qui si può raggiungere il noto "Colle dell'Infinito". Il
Museo di Beniamino Gigli ospita costumi di scena, fotografie e cimeli del grande tenore recanatese.
In Pinacoteca sono esposti celebri capolavori dipinti da Lorenzo Lotto.
Nell’entroterra di Ancona si apre la valle dell’Esino, dominata dall’imponenete città di
JESI: l’Aesis romana, che diede i natali a Federico II di Svevia e al musicista
G. Battista Pergolesi. Risalendo la suddetta valle si raggiunge
FABRIANO, nota in tutto il mondo per la lavorazione della carta fin dal XIII secolo e città che diede i natali al più illustre e raffinato esponente del Gotico Internazionale,
Gentile da Fabriano.
Da qui si passa in breve alla provincia di Macerata e si giunge a CAMERINO, città universitaria che sotto la Signoria dei
Da Varano (nel ‘400) fu protagonista di un’intensa fioritura economica e artistica, segnata dalla nascita di una scuola pittorica considerata dallo storico Federico Zeri una delle più importanti del Rinascimento italiano. Da Camerino si può velocemente raggiungere
SAN SEVERINO MARCHE, nata nei pressi della romana
Septempeda (di cui esistono resti nell’area archeologica), che divenne tra il ‘300 e ‘400 uno dei centri europei del Gotico Internazionale grazie alla Signoria degli
Smeducci e all’opera dei fratelli Salimbeni.
A pochi chilometri si trova TOLENTINO, operosa cittadina industriale che conserva consistenti tracce della sua antichità. Nel bel centro storico spiccano la
Basilica di S. Nicola (XIII sec.), uno dei santuari più noti dell’Italia centrale il cui Cappellone, attribuito a Pietro da Rimini, rappresenta il maggiore esempio di scuola giottesco-riminese, il
Palazzo Sangallo (XVI sec.) col suo Museo della Caricatura, la
Torre degli Orologi (XVI sec.), la romanica Chiesa della Carità (XIII sec.) oggi trasformata in auditorium, il Sarcofago di
San Catervo (un importante documento di arte Paleocristiana), il Palazzo Parisani-Bezzi (che ospitò Napoleone), il Ponte del Diavolo (XIII sec.). Poco distante dal centro si erge il maestoso e solitario
Castello della Rancia (1357), sede annuale di rievocazioni storiche ed eventi musicali. Continuando in direzione del mare incontriamo la notevole
Abbazia di Chiaravalle di Fiastra inserita all'interno di una Riserva Naturale e adiacente all'importante Parco Archeologico di Urbs Salvia dove sono visitabili un tempio, un serbatoio, un teatro, alcuni monumenti funerari, porzioni di mura, il museo archeologico statale e un sorprendente anfiteatro usato ancora oggi per rassegne teatrali e spettacoli estivi.
Nelle vicinanze incontriamo MACERATA, costruita in collina nel Medio Evo dopo le incursioni dei barbari nel vicino municipio romano di
Helvia Recina (visitabile nell'area archeologica i resti di un teatro, di tombe, vie e mosaici) è ricca di arte rinascimentale, barocca e settecentesca. E’ importante sede universitaria dal XVI sec, il cuore della città è la
Piazza della Libertà con il palazzo della Prefettura che conserva elementi duecenteschi, la rinascimentale
Loggia dei Mercanti disegnata da Cassiano da Fabriano (16°sec.),
la Torre dell'Orologio (1663) ed il settecentesco
Teatro Lauro Rossi. Nel museo d’arte italiana del Novecento, Palazzo Ricci, sono custodite opere di Fontana, De Chirico, Morandi, Balla, Scipione e Pannaggi. Da non perdere è lo Sferisterio, pregevole opera neoclassica con reminiscenze palladiane che ospita ogni estate vari eventi musicali di pregio tra cui
Musicultura e un’importante STAGIONE D’OPERA LIRICA conosciuta a livello internazionale. Maestosa, ma armonica l’Arena Sferisterio garantisce allo spettatore un’ottima visibilità ed una perfetta acustica.
Sempre in provincia di Macerata da visitare è anche il borgo di SARNANO, dall’aspetto marcatamente medievale: il suo centro storico è un esempio quasi intatto di “castrum”, città fortificata con le viuzze che si snodano a spirale degradante dalla Piazza Alta, le case in cotto rosso strette le une alle altre, le mura e le porte di accesso. Nella Biblioteca e nella Pinacoteca troviamo molte opere di pregio. Interessanti il museo delle Armi, quello dei Martelli e quello dell’ Avifauna. Sarnano confina con il
Parco Nazionale dei Monti Sibillini, è località di sport invernali, di villeggiatura estiva ed è anche un rinomato centro termale.
Assolutamente da non perdere MONTE SAN GIUSTO dove si può ammirare un capolavoro di Lorenzo Lotto, la Crocifissione, unico dipinto conservato nel suo luogo originario, la Chiesa di S. Maria in Telusiano, e l’antica cittadina di
FERMO, neocapoluogo di provincia, uno dei centri più fiorenti nelle Marche dell’epoca romana e medievale.
Infine ci spostiamo nella provincia di ASCOLI PICENO, il cui capoluogo è famoso per il pregevole centro storico ed in particolare per l’elegante
Piazza del Popolo (XIII sec.), piastrellata di Travertino, una delle più belle piazze d’Italia. In essa troviamo la bramantesca
Loggia dei Mercanti (‘500), la chiesa gotica di
S. Francesco, il bel Palazzo dei Capitani, lo storico
Caffè Meletti (in Stile Liberty).
Notevole è pure Piazza Arringo con il Palazzo Comunale, il Battistero romanico, il Duomo (con un capolavoro del Crivelli). Da vedere: “La Quintana” (agosto), nota rievocazione storica di un corteo cavalleresco in costumi d’epoca medievale. Più a Sud si trova il piccolo gioiello di
RIPATRANSONE ricca di reperti archeologici e di monumenti come la Cattedrale e il Palazzo del podestà dal suggestivo centro storico che vanta il vicolo più stretto d’Italia (largo 43 cm).
A pochi chilometri OFFIDA, dalle mura intatte, conserva ancora la rocca e la maestosa Abbazia di S. Maria della Rocca, uno dei più significativi monumenti romanico-gotici delle Marche. Una visita meritano anche i centri di
ACQUAVIVA PICENA, dominata dall’imponente fortezza, con resti di mura castellane, antiche case e torri;
MONTEFORTINO che conserva ancora intatte atmosfere d’epoca, con le strette vie, le case di pietra e cotto e la Pinacoteca Duranti, ricca di pregevoli dipinti patrimonio della collezione del pittore Fortunato Duranti;
AMANDOLA, formatasi nel 1248 per la fusione di tre castelli posti su tre elevazioni della stessa collina (Leone, Marrubbione, Agnello), ha un bel centro storico. Nei dintorni di Amandola si trova una delle più interessanti abbazie marchigiane, quella dei Santi Ruffino e Vitale, fondata nel VI
sec. e rifatta in forme romaniche nel XIII sec
Natura
I parchi marchigiani sono armoniosi e suggestivi, ricchi di elementi di notevole valore storico-artistico, proprio come l’intero territorio in cui si trovano. Storia, stupendi paesaggi, natura, mestieri e tradizioni antichi si intrecciano insieme in perfetta armonia.
Nelle Marche si possono visitare due parchi nazionali (Monti Sibillini, Gran Sasso e Monti della Laga),
quattro parchi regionali (Sasso Simone e Simoncello, Monte San Bartolo, Gola della Rossa e di Frasassi, Monte Conero) e
cinque riserve statali (Abbadia di Fiastra, Torricchio, Gola del Furlo, Ripa Bianca e la neonata Riserva della Sentina).
DOVE
Nel Nord della regione, nella provincia di Pesaro-Urbino, troviamo il Sasso Simone e Simoncello e la Gola del Furlo nell’entroterra e il Monte San Bartolo lungo la costa, a ridosso di Gabicce Mare e Pesaro.
Nella provincia di Ancona troviamo la Gola della Rossa e di Frasassi nel cuore dell’Appennino, l’oasi naturale di Ripa Bianca, importante per l'avifauna, situata lungo il fiume Esino vicino a Jesi e il Parco Regionale del Monte Conero, un promontorio a poca distanza dalla città di Ancona.
Più a Sud, vicino a Macerata, è possibile visitare la Riserva dell’ Abbadia di Fiastra e, nell’interno, quella di Torricchio, gestita dall'Università di Camerino per finalità prettamente di studio e di ricerca scientifica.
Il grande Parco Nazionale dei Monti Sibillini si dispiega tra la province di Macerata e di Ascoli Piceno mentre quello del Gran Sasso e dei Monti della Laga ricade solo in piccola parte nell’entroterra della provincia di Ascoli. Sulla costa, nella zona Nord della Foce del fiume Tronto, troviamo la Riserva della Sentina.
MONTI SIBILLINI
Questo Parco Nazionale (70.000 ha ca.) è composto da una catena montuosa che si erge oltre i 2000 metri (Monte Vettore) e da borghi, eremi, abbazie e rocche disseminate lungo le sue pendici. La natura è rigogliosa ed il suo magico territorio, popolato di antiche leggende, sembra essersi fermato nel tempo. I visitatori del Parco possono dedicarsi a molti sport (escursioni a piedi e a cavallo, free-climbing, parapendio, rafting, mountain bike), ma anche alla scoperta dei molti prodotti tipici (formaggi, miele, tartufi, funghi, castagne, legumi, pane e liquori tradizionali).
GOLA DELLA ROSSA e GROTTE DI FRASASSI
Questo Parco Naturale Regionale (nato nel 1997) è la più grande area protetta regionale delle Marche e comprende le Grotte di Frasassi. Questa oasi naturale è ricca di flora e fauna tipiche dell’ambiente pre-appenninico, ma ha anche specie più rare di notevole valore naturalistico come l’aquila reale. Zona importante per gli appassionati di escursioni e di speleologia, essa offre ai visitatori anche un territorio ricco di antichi castelli, monasteri ed abbazie per la sua posizione strategica (collegamento Adriatico – Roma).
L’accesso alle Grotte (tra le più importanti al mondo) si trova nella splendida gola sulle cui pareti di roccia molto permeabile sono visibili i segni dei movimenti geologici che hanno formato gli Appennini. La struttura calcarea (stratificazioni di calcare massiccio accumulatesi in circa 190 milioni di anni) ha dato vita a queste incantevoli grotte che si estendono per più di 13 km (con delle cavità alte anche 200 metri e delle stalagmiti alte anche 20 metri) e la cui suggestiva bellezza lascia i visitatori senza fiato.
CONERO
Ad interrompere la linearità della costa adriatica, unica emergenza a picco sul mare da Trieste al Gargano, improvvisamente appare il Monte Conero (572 mt) il cuore del Parco Regionale. Alto ed imponente esso è ricoperto di boschi fino alle bianche pendici calcaree che si tuffano nel mare e formano spiagge nascoste, a volte raggiungibili solo in barca. La florida macchia mediterranea dei suoi boschi è unica nella regione ed è riccamente popolata di fauna. La direzione del parco organizza escursioni guidate a piedi o in mountain bike lungo i suoi sentieri ritagliati nel verde.
ABBADIA DI FIASTRA
Questa Riserva Naturale, istituita dalla Regione Marche nel 1984, è stata riconosciuta come oasi protetta anche dal WWF (1987). Il suo cuore è un bosco che si estende per oltre 100 ha, la Selva, che è arrivato a noi quasi intatto dal 1700 grazie ai suoi possessori: i monaci Cistercensi e la fam. Bandini. La Riserva è una Area Floristica e Faunistica Protetta molto importante e comprende, oltre al bosco, anche le zone limitrofe (terreni agrari), il lago (con appostamento per bird-watching), il fiume, lo splendido complesso monastico cistercense (XII). Nelle immediate vicinanze è da non perdere il Parco Archeologico di Urbs Salvia.
Tradizioni ed Artigianato
Esiste nelle Marche un giacimento di cultura e antiche
tradizioni che rischia di rimanere sconosciuto non solo al
viaggiatore che percorre questa terra, ma anche ai suoi
abitanti.
Protetti dalle mura dei piccoli centri urbani, sono
ancor oggi numerosi gli artigiani un tempo al servizio
dell’agricoltura locale. Si tratta della stessa popolazione che
fu definita da Corrado Alvaro “tutta operosa, che lavora ancora
ai ferri battuti e che ha imparato bene i vecchi mestieri,
fabbri e falegnami, buoni costruttori…”.
Abile e ricchi di
inventiva, sapevano far fronte alle più diverse esigenze: il
fabbro, attivo anche come maniscalco, piegava all’occorrenza il
ferro in eleganti volute; il falegname, detto anche marangone,
costruiva i birocci colorati e i cassoni per le spose; il
muratore, alternando la creta per i mattoni con la manifattura
di vasellame, collaborava con il ceramista.
I lavori
femminili non erano da meno; tele di lino stampate a disegni
color ruggine o azzurro e tessute con il telaio costituivano il
corredo delle spose (recita un antico proverbio marchigiano
“Donna co’ la conocchia/fortunati a quilli che tocca”), mentre a
Offida le merlettaie, tuttora attive, realizzavano preziosi
ricami al tombolo e a Falerone e Acquaviva Picena mani sapienti
intrecciavano, con un paziente lavoro ancora non interrotto,
utili paiarole, ossia cesti di paglia o di vimini. Se è vero che
molti degli antichi mestieri, legati alla mezzadria, vanno
scomparendo per essere assorbiti da una dimensione industriale
(si pensi ai falegnami nel pesarese o ai calzolai nel fermano),
è tuttavia innegabile che un mondo straordinario anima
tutto’oggi i centri storici dei borghi marchigiani dove, tra
torri e campanili, vicoli, piazzette, teatri, musei, nei pressi
di spiagge affollate o di casolari di campagna, è possibile
incontrare donne e uomini che hanno scelto di intraprendere
un’attività artigianale contando soprattutto sulla propria
abilità e creatività, mescolando il sapere antico con il design
ed il gusto dei nostri giorni.
Effettivamente, tanto diffusa
è nella regione la tradizione dell’artigianato artistico, che
solo con difficoltà si possono indicare i luoghi più noti e i
prodotti più caratteristici; a conferma di ciò, si pensi alla
toponomastica dei centri urbani: quante volte capita infatti
d’imbattersi in una delle numerose via dei vasari, degli
orefici, della cartiera, della lana, o in un borgo conce, in una
porta del cuoio, in una fonte canapina…?
Scriveva con
arguzia il giornalista Ermete Grifoni: “Chiedete ad un
marchigiano ciò che di più tipico è prodotto nelle Marche e lo
metterete in soggezione. O meglio, assisterete ad un curioso
comportamento. Se il marchigiano è di Ancona vi dirà le
fisarmoniche…, se è di Ascoli i cappelli di paglia…, se è di
Macerata le scarpe…, se di Pesaro le ceramiche”.
Ma non
basta, perché oltre a questi dalla tradizione ormai consolidata,
gli antichi mestieri sono numerosissimi e di varia tipologia:
fabbri specializzati nella lavorazione del ferro battuto e del
rame, pellettieri che producono oggetti in pergamena, eleganti
elementi d’arredo e accessori per il vestiario, artigiani della
carta, specialisti nel restauro e nelle più diverse tecniche di
lavorazione del legno, orafi e argentieri, armaioli, tecnici
degli strumenti musicali, tra cui liutai e organai, arazzieri,
disegnatori tessili, tessitori di tappeti, ricamatrici e
merlettaie, maestri vetrai, e ancora, artigiani della pietra,
della paglia e del giunco, produttori di pipe, campanari,
orologiai…
Enogastronomia
Le Marche sono un paradiso per buongustai: montagne, colline, fiumi, mare... non c’è angolo di questa regione che non abbia il suo prodotto elettivo.
Numerosi sono i piatti e le specialità tramandati dalla tradizione contadina e marinara ed oggi affermati sul mercato: lo stoccafisso all’anconetana, i
vincisgrassi di Macerata, le olive all'ascolana, il brodetto, i maccheroncini di Campofilone, il formaggio di fossa, il tartufo e i funghi, i salumi, le olive e l’olio extra vergine di oliva... il tutto accompagnato da uno dei tanti
vini DOC e DOCG delle Marche.
Come si fa ad assaggiare tutto?
Questa terra esprime da sempre una cucina stanziale, non esportabile perché strettamente legata ai prodotti del suo territorio, una cucina proverbialmente e ancora oggi “sulle sue”, sganciata dalle mode, nata e cresciuta su temi e tempi rurali prima, marinari poi.
Ancona, città capoluogo, mostra una consolidata esperienza in fatto di cucina ittica: è capitale del più sontuoso e straordinariamente sapido
stoccafisso, contornato da carnose patate gialle e zeppo di aromi dell’orto.
Troviamo una gustosa
cucina tradizionale marinara in tutte le città della costa, da Gabicce a Porto Recanati, fino a San Benedetto del Tronto, che vanta la seconda più grande flotta peschereccia d’Italia.
Lasciate le seduzioni gastronomiche della costa ci spingiamo verso l’interno per mangiare robusto e per bere ottimi vini rossi, bianchi e dolci (Rosso Piceno, Rosso Conero, Lacrima di Morro d'Alba, Colli Pesaresi, Esino, Colli Maceratesi, Offida, Falerio, Verdicchio, Bianchello del Metauro, Vernaccia di Serrapetrona, il Vino Cotto di Loro Piceno).
Piatti e prodotti tipici da assaggiare nella zona dei Monti Sibillini sono l'esclusiva
torta nociata di San Ginesio (MC), la porchetta verace nella zona di Servigliano, i
tartufi bianchi e neri di ottima qualità di
Amandola, i buoni prosciutti e insaccati, i pesci e gamberi d'acqua dolce, i formaggi, le ottime mele, le castagne, i legumi e cereali, la polenta.
La provincia di Macerata è una vera miniera per chi viaggia alla scoperta di nuovi sapori: il coniglio in porchetta,
le canne d’organo (deliziosi cannelloni di
Tolentino), le lumache al forno ed in porchetta di
San Severino Marche, gli insaccati, la pizza di Pasqua e il
torrone di Camerino, famosi almeno quanto l’Università... solo per citarne alcuni.
Piatti per tutti i gusti, da scoprire mentre si attraversa la nostra bella regione!
Spettacolo
Le Marche e la musica, un binomio indissolubile.
L'intera regione Marche ha un'offerta musicale ben selezionata che richiama artisti e melomani da tutto il mondo. D’altronde, di lunga data e ben saldo è il legame che unisce la regione all’arte della musa Euterpe: si pensi che qui sono nati Giovan Battista
Pergolesi, Gaspare Spontini, Gioacchino
Rossini, compositori che grazie alla forza e alla bellezza delle proprie opere seppero imporsi a livello internazionale, senza dimenticare il tenore Beniamino
Gigli, il soprano Renata Tebaldi, il tenore Franco
Corelli.
Una passione che attraversa i secoli, quella delle Marche per la musica, e che si manifesta oggi con numerosi festival musicali nella regione.
La stagione operistica dello Sferisterio di Macerata e il Rossini Opera Festival a Pesaro sono attrazioni di risonanza mondiale, ma si possono trovare stagioni operistiche, concerti, balletti, ecc, ovunque.
La regione ha 71 teatri storici di cui 57 in attività quindi si può scegliere tra festival del
Jazz e del Blues (Fano, Ancona, Porto Sant’Elpidio, San Severino Marche solo per citarne alcuni) musica
klezmer (Ancona), danza (Osimo e Civitanova Marche),
teatro (Sirolo, Polverigi, Amandola, Porto Sant’Elpidio, Jesi, Macerata, Fabriano, Ancona, Ascoli Piceno e Fermo tra le altre), musica classica (Urbino, Senigallia), le rassegne cinematografiche (Pesaro, Fano, Loreto e San Benedetto del Tronto).
Da non perdere il Teatro Classico all’aperto a Falerone e Urbisaglia, il
festival del cabaret di Grottammare, il Summer Jamboree di Senigallia e le numerose
rievocazioni storiche che hanno luogo in splendidi centri urbani come la famosa Quintana ad Ascoli Piceno.
Stagione d'opera lirica Macerata.
Quest’anno verranno rappresentati il Don Giovanni di Mozart (23, 28 e 30 luglio), la
Traviata di Giuseppe Verdi (25 luglio; 1,4,6 e 8 agosto) e la
Madama Butterfly di Giacomo Puccini (24, 31 luglio; 2,5 e 7 agosto).